COMPRARE CASA CON CONDIZIONE SOSPENSIVA: TUTTO (O QUASI) QUELLO CHE DEVI SAPERE PER AGIRE CORRETTAMENTE ED EVITARE ERRORI

L’acquisto di una casa è un impegno finanziario significativo che richiede attenta pianificazione e considerazione. Una delle opzioni disponibili per gli acquirenti è subordinare l’acquisto di una casa all’esito di una condizione sospensiva, per l’ottenimento di un mutuo oppure per altre necessità. Esploriamo di cosa si tratta e come si utilizza.

 

Cos’è una condizione sospensiva?

Una condizione sospensiva è una disposizione che si inserisce nel corso di una trattativa di compravendita immobiliare, in cui si stabilisce che l’effetto dell’eventuale accordo, è sospeso fino al verificarsi di un evento di un fatto futuro di cui – al momento in cui si stringe l’accordo – non è possibile avere certezza. Se la condizione sospensiva non viene soddisfatta, il contratto, anche se precedentemente concluso, non produce alcun effetto tra le parti.

 

Perché utilizzare una condizione sospensiva?

L’utilizzo di una condizione sospensiva offre numerosi vantaggi sia agli acquirenti che ai venditori di immobili. Ecco alcune delle ragioni principali per cui si tende ad utilizzarla:

 

  • Ottenimento di un mutuo: questa opzione prevede che l’acquisto sia soggetto all’ottenimento di un mutuo entro una determinata data. Se l’acquirente non riesce ad ottenere il finanziamento necessario nel termine stabilito, è come se l’accordo non fosse mai stato sottoscritto; con questa modalità è comunque possibile fissare tutti gli altri termini della futura compravendita, per esempio il prezzo, l’anticipo, la data del rogito, l’inclusione o meno di arredi ed accessori. Infatti, appena dopo avere ottenuto l’accettazione della sua proposta, l’acquirente interessato può avviare la richiesta del finanziamento necessario presso l’istituto di credito prescelto. A seguito del superamento positivo dell’esame dei requisiti per ottenere il finanziamento richiesto, si passerà alla perizia tecnica dell’immobile commissionata dalla banca mutuante e – se anche tale verifica viene superata positivamente – si proseguirà nell’iter di compravendita.

 

  • Necessità di eseguire verifiche preventive: spesso è necessario effettuare alcune verifiche e indagini sull’immobile prima di impegnarsi definitivamente all’acquisto. Ciò include l’analisi dei titoli edilizi, la verifica sulla conformità urbanistica e catastale, l’esame dei titoli e atti di proprietà, nonché la ricerca di eventuali oneri o vincoli che potrebbero influire sul valore del bene o sulle sue reali possibilità di utilizzo; si pensi ad esempio ad un immobile che viene costruito come soffitta ma che, a seguito di un condono, viene trasformato in abitazione: sarà necessario avere contezza dell’iter che ha generato quella trasformazione per essere certi che il procedimento di sanatoria edilizia sia effettivamente concluso. Per altri versi, vi è la necessità di sapere se chi vende l’immobile è effettivamente l’unico titolare dei diritti di proprietà oppure possono esistere soggetti che – pur non apparendo direttamente – potrebbero vantare dei diritti, esistenti o futuri, che compromettano la validità del contratto di vendita, come eredi estromessi, creditori, figli minori sotto tutela.

 

  • Necessità di vendere altri beni: l’acquirente può richiedere una condizione sospensiva legata alla vendita di un altro immobile di sua proprietà, da cui ricavare le risorse necessarie per l’acquisto della nuova casa. È una situazione molto frequente, che però se non viene correttamente gestita, comporta la difficoltà di concludere accordi utili, per la precarietà della situazione: immaginiamo che Tizio voglia comprare la casa di Caio, ma proponga di sospendere l’accordo in attesa che Sempronio acquisti la sua casa. A sua volta, Sempronio, per poter acquistare la casa di Tizio, ha in essere un altro accordo con Muzio che per acquistare proprio la casa di Sempronio, deve ricorrere ad un mutuo. In un intreccio di questo tipo, la corretta impostazione dei termini contrattuali e temporali è fondamentale per una buona riuscita degli accordi fra tutti.

 

Come stipulare una condizione sospensiva

L’inserimento di una condizione sospensiva si attua generalmente nella fase iniziale delle trattative, quando deve essere formulata una proposta di acquisto: la condizione deve essere formulata in modo chiaro e specifico nella proposta, in modo da evitare di ingenerare possibili difetti di interpretazione. Ecco alcuni spunti:

 

  • Consultare un Professionista: prima di procedere con l’inserimento di una condizione sospensiva nel contratto, è consigliabile consultare un Professionista (Agente Immobiliare, Avvocato, Notaio) che abbia una adeguata conoscenza del diritto immobiliare. Un professionista esperto sarà in grado di guidarti attraverso il processo e fornirti utili consigli personalizzati, secondo la tua situazione specifica.

 

  • Identificare la condizione effettivamente necessaria: circoscrivi le condizioni da includere nella proposta agli elementi effettivamente necessari. Le condizioni sospensive comuni possono riguardare l’ottenimento del finanziamento, la vendita di un altro immobile, la conclusione di una pratica urbanistica o altre questioni specifiche relative all’immobile in questione; evita di appesantire la proposta con quelle non necessarie.

 

  • Definire il termine di scadenza della condizione: ogni accordo “sospeso” non può durare oltre un certo limite di tempo: stabilisci chiaramente la data di scadenza della condizione sospensiva, considerando le tempistiche necessarie rispetto agli elementi del caso. Ad esempio, se la condizione sospensiva riguarda l’ottenimento del finanziamento, è consigliabile richiedere preventivamente alla banca o al tuo consulente di credito, quanto tempo occorre per avere la delibera, in modo da far coincidere tale termine con la scadenza della condizione.

 

  • Ottenere il consenso del venditore: una volta definita la clausola sospensiva, è necessario ottenere l’accordo del venditore affinché si possa avviare la successiva parte del processo: va considerato che ogni accordo sospensivamente condizionato ad una vicenda che riguarda solo una delle parti in gioco (quasi sempre l’acquirente), rappresenta – per l’altra parte – un limite da dover sopportare, per tutta la durata della condizione: è fondamentale avere le necessarie capacità negoziali per ottenere il consenso della parte che si trova a subirla; il venditore, infatti, accettando la proposta condizionata dell’acquirente, non potrà concludere accordi con chiunque altro fino alla scadenza, rischiando – in caso di mancato avveramento della condizione richiesta – di perdere l’opportunità di vendere a chi – magari – non avrebbe inserito tale condizione nella sua proposta. Sii preparato pertanto anche a ricevere un rifiuto.

 

  • Verificare la validità legale della condizione sospensiva: prima di apporre una condizione sospensiva in una proposta di acquisto, verifica che sia valida e lecita ai sensi di Legge. Infatti in taluni casi, se la condizione è legata ad aspetti non oggettivi o che siano connessi esclusivamente con un arbitrio soggettivo, sarebbe soggetta a nullità.

 

  • Comunicare correttamente l’adempimento della condizione sospensiva: una volta che l’accordo è stato firmato, è una precisa responsabilità dell’acquirente monitorare l’adempimento della condizione sospensiva entro i termini stabiliti. Nella formulazione letterale della condizione, si può prevedere che l’accordo debba essere espressamente confermato entro la scadenza, con una specifica comunicazione in cui si da atto dell’avveramento della condizione, in mancanza della quale, l’accordo si annulla; in altri casi, possono essere previste formulazioni che prevedano una tacita conclusione se, per esempio, entro il termine stabilito, la parte interessata non comunica alcunché all’altra parte: in quest’ultimo caso, il semplice spirare del termine, comporta il perfezionamento dell’accordo. E’ inoltre importante tenere in considerazione che, nel caso di rinuncia per mancanza di avveramento della condizione, potrebbe essere richiesto di avere evidenza delle azioni svolte per ottenerla e – nel caso sia impossibile provare di avere correttamente adempiuto (per esempio dimostrare di avere realmente richiesto il finanziamento per l’acquisto e provarne il diniego), l’altra parte potrebbe richiedere un risarcimento del danno per avere inutilmente atteso l’avveramento della condizione accettata, a causa del comportamento scorretto e della mancanza di buona fede del proponente.

In conclusione, ogni condizione contrattuale in qualsiasi accordo di compravendita immobiliare è importante. La condizione sospensiva riveste però una particolare importanza, attesa la necessità di impostare adeguatamente i suoi elementi, negoziare al meglio per addivenire ad un accordo tra le parti, evitando squilibri che rendano impossibile procedere.

Il consiglio per tutti è quello di evitare pericolosi fai-da-te e rivolgersi sempre ad un Professionista della Mediazione Immobiliare qualificato, che saprà aiutarti e spiegarti correttamente ogni passo necessario.

 

Stefano Filastò – Broker Titolare

CROWDFUNDING IMMOBILIARE, DI COSA SI TRATTA E IL SUO SVILUPPO IN ITALIA

Il crowdfunding immobiliare è una forma di finanziamento partecipativo che coinvolge investitori privati ​​in progetti immobiliari. In questo articolo esploreremo in dettaglio cosa sia il crowdfunding immobiliare, i suoi pro e contro, e se conviene farlo in Italia.
Cos’è il crowdfunding immobiliare? Il crowdfunding immobiliare è un tipo di investimento che permette agli investitori di finanziare progetti immobiliari attraverso piattaforme online. I progetti che possono essere finanziati attraverso il crowdfunding includono:

  • Sviluppo di nuovi edifici commerciali o residenziali
  • Acquisto di proprietà immobiliari
  • Ristrutturazione di proprietà immobiliari esistenti
  • Progetti di rigenerazione urbana

Gli investitori possono partecipare al crowdfunding immobiliare con investimenti di diverse somme, che vanno da poche centinaia di euro a cifre molto elevate.

Come funziona il crowdfunding immobiliare?

In genere, nel crowdfunding, un promotore immobiliare lancia un progetto immobiliare sulla piattaforma dedicata e stabilisce un obiettivo di finanziamento. Gli investitori possono quindi scegliere di investire denaro nel progetto per raggiungere l’obiettivo di finanziamento stabilito dal promotore immobiliare. Una volta raggiunto l’obiettivo di finanziamento, il progetto immobiliare può procedere e gli investitori ricevono un rendimento sull’ investimento. Il rendimento può essere sotto forma di interessi o di quote di proprietà immobiliare.

Pro e contro del crowdfunding immobiliare
Come tutte le forme di investimento, il crowdfunding immobiliare ha i suoi pro e contro.

Pro del crowdfunding immobiliare

  • Accesso a progetti di investimento immobiliare che sarebbero altrimenti difficili da raggiungere per gli investitori privati.
  • Possibilità di diversificare il proprio portafoglio di investimenti attraverso l’investimento in progetti immobiliari.
  • Potenziale per un alto rendimento sull’investimento.
  • Possibilità di investire con importi relativamente bassi.

Contro del crowdfunding immobiliare

  • È un investimento a lungo termine che richiede tempo per la realizzazione e la vendita dei progetti immobiliari.
  • È un investimento ad alto rischio.
  • L’investitore non ha il controllo diretto sul progetto immobiliare e deve fidarsi del promotore immobiliare.
  • Non è regolamentato in modo uniforme in tutti i paesi, quindi gli investitori devono essere consapevoli dei rischi e delle
  • regole locali prima di investire.

Il crowdfunding immobiliare in Italia

Il crowdfunding immobiliare è relativamente nuovo in Italia e non è ancora molto diffuso. Tuttavia, sta guadagnando popolarità tra gli investitori privati e i promotori immobiliari che vedono il crowdfunding immobiliare come una soluzione innovativa per ottenere finanziamenti.
La normativa italiana che regola il crowdfunding immobiliare è stata introdotta nel 2013 con il Decreto Crescita 2.0 e ha subito diverse modifiche nel corso degli anni. Attualmente è regolamentato dalla legge n. 88 del 2019. Secondo la normativa italiana, le piattaforme di crowdfunding immobiliare devono essere autorizzate dalla Consob (Commissione Nazionale per le Società e la Borsa) e devono rispettare alcune regole per garantire la trasparenza e la sicurezza degli investitori, Ad esempio, devono fornire ai potenziali investitori una serie di informazioni dettagliate sui progetti immobiliari che intendono finanziare, tra cui:

  • Descrizione dettagliata del progetto
  • Costi e fattibilità del progetto
  • Rischio di investimento
  • Piano di sviluppo e di uscita dal progetto
  • Dati finanziari e contabili del promotore immobiliare

Inoltre, tali piattaforme sono tenute a verificare l’identità degli investitori e a garantire che questi rispettino i limiti di investimento stabiliti dalla legge.

 

Elisa Bucino
Elisa Bucino – Social Media Marketing

COMPRAVENDITA IMMOBILIARE: PERCHÉ AFFIDARSI AD UN ESPERTO PER LA TRATTATIVA

Il processo di compravendita di un immobile è costituito da più fasi, di cui la trattativa è la più determinante per la chiusura di un accordo.
Quando si parla di trattativa s’intende quella specifica fase precontrattuale di negoziazione durante la quale vengono specificati i termini della futura vendita, mentre acquirente e venditore cercano di spuntare, ognuno dal suo versante, le migliori condizioni. Uno scenario comune nel mondo immobiliare è quello che vede due parti, arroccate su posizioni contrapposte, in un’epica battaglia sul prezzo. Si assiste a un duello dinamico, con offerte e controfferte che si sfidano per
stabilire chi la spunterà, fino a quando non si raggiunge finalmente un accordo reciprocamente condivisibile!
Condurre con successo una trattativa immobiliare può essere però molto complicato nella pratica, considerando che è un’sperienza che accade poche volte nella vita di una persona e spesso viene affrontata con entusiasmo, molte aspettative, ma nessuna esperienza precedente.

COME E PERCHÉ DI UNA TRATTATIVA NEL SETTORE IMMOBILIARE

La trattativa immobiliare verte principalmente sull’aspetto economico ed è molto comune perché, normalmente, il prezzo indicato inizialmente dal venditore difficilmente soddisfa il compratore, che cercherà di limarlo il più possibile e ottenere la migliore offerta possibile per il suo acquisto. Specie se le cifre in ballo sono elevate, è normale cercare di ottenere uno sconto, dato che anche un lieve ribasso può incidere notevolmente sull’investimento necessario. Facendo un esempio: se un appartamento viene venduto a 300.000 euro e l’acquirente ottiene uno sconto del 10%, pagando 270.000 euro, otterrà un risparmio di 30.0000 euro. Certo, questa considerazione vale anche per il venditore, ed è bene ricordare che ogni parte ha un approccio personale alla valutazione economica di una spesa o di una potenziale perdita: l’acquirente tenderà a considerare il valore del denaro risparmiato soprattutto in base a potenziali ulteriori acquisti oppure al tempo necessario per risparmiare la stessa cifra, mentre il venditore considererà lo sconto richiesto, come una potenziale perdita di ricavo, cioè una “svalutazione” del proprio patrimonio.

QUALI ELEMENTI VANNO TENUTI IN CONSIDERAZIONE IN UNA TRATTATIVA?

Condurre correttamente una trattativa immobiliare non è facile ed è necessaria esperienza, conoscenza del mercato e dei processi decisionali su cui si basano venditori e compratori. Gli aspetti psicologici ed emotivi sono spesso prevalenti rispetto a quelli oggettivi. É importante capire se il prezzo richiesto dal venditore sia equo o meno, considerando che spesso gli immobili vengono venduti a un prezzo diverso da quello inizialmente richiesto, che può a volte essere sia inferiore che superiore al loro valore di mercato. Per esempio, nel caso delle aste, la competizione che si verifica nella fase di rilancio, porta spesso ad una conclusione a cifre superiori rispetto al valore medio di mercato dello stesso bene; per converso, un immobile trascurato e mal presentato sarà meno appetibile e pertanto riceverà meno interesse e conseguentemente i potenziali acquirenti saranno più conservativi sulle cifre. La base di partenza di ogni trattativa è una valutazione adeguata e per ottenerla è importante conoscere dettagliatamente le condizioni e l’andamento di mercato, la situazione dell’immobile, gli elementi chiave che influenzano i valori, il tutto prima di procedere nella trattativa. Vanno inoltre considerati eventuali lavori di manutenzione necessari, pregi e difetti dell’immobile e tutti gli altri elementi che permettano una valutazione affidabile e condivisibile. Certo, il mercato è il luogo delle trattative per eccellenza, per cui è normale attendersi una valutazione diversa da ogni parte coinvolta. Se ci si trova nel ruolo dell’acquirente, è decisivo fin dal momento della proposta poter dimostrare la capacità economica necessaria all’acquisto, avendo a disposizione direttamente il capitale o i requisiti per accedere ad un finanziamento, al fine di convincere il venditore circa l’affidabilità della proposta e spianare la strada verso il raggiungimento di un accordo, il più velocemente possibile. Infatti è notorio che quando una trattativa si protrae troppo a lungo, le probabilità di giungere ad un punto di incontro, diminuiscono notevolmente. Se invece ci si trova nella veste di venditore, un elemento da considerare è il valore affettivo.
Spesso infatti si viene influenzati da legami sentimentali, che possono – ad esempio – portare a richiedere una cifra eccessivamente più elevata rispetto a quella del mercato. Le “ragioni ” del cuore non interessano però al compratore, che si concentrerà sulle proprie esigenze e si concentrerà sulle proprie ragioni e sugli aspetti oggettivi.
Di fatto, in una compravendita, la trattativa tra due parti che hanno individualmente interessi contrapposti, ma il comune obiettivo di un accordo, non è affatto semplice. Arrivare ad una soluzione condivisa, può essere davvero arduo.

PERCHÉ AFFIDARSI AD UN AGENTE IMMOBILIARE ESPERTO

La differenza più importante che passa tra l’approccio alla trattativa che si può avere in qualità di acquirente o in quella di venditore, a confronto con quello di un navigato agente immobiliare è l’esperienza; a ciò si aggiunga che normalmente l’agente immobiliare è orientato verso la conclusione della vendita e sa che per ottenerla deve far trovare un accordo che ambo le parti riterranno abbastanza soddisfacente da indurli a convergere, anziché trattare a oltranza. Inoltre la posizione di imparzialità dell’agente immobiliare, gli consente di assumere una posizione più oggettiva e di lavorare con ciascuna parte, in modo riservato e personale.
In conclusione, per evitare di commettere errori, è sempre consigliabile affidarsi ad un professionista esperto e qualificato che agisca nell’interesse della compravendita più che per una delle parti. Il supporto di un esperto potrà inoltre garantire una maggiore correttezza nella valutazione dell’immobile, la conoscenza degli aspetti contrattuali e la riduzione di rischi legati alla negoziazione, consentendo di concludere ottimamente l’affare per tutte le parti in gioco.

 

Stefano Filastò – Broker Titolare